martedì 18 gennaio 2011

B. ultimo atto?

dal sito spinoza.it

Fist ladyBerlusconi accusato di prostituzione minorile. Ma nessuno è un vecchio porco fino all'ultimo grado di giudizio.
Monsignor Fisichella: "La figa è la figa".
Berlusconi indagato anche per concussione. Ma così, in generale, nella vita.
Perquisita l'abitazione di Ruby sul lungomare genovese. La procura ha confiscato il lampione.
Gli inquirenti hanno esaminato anche la sua stanza nella casa famiglia di Sant'Ilario, dove si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario.
In comunità, Ruby si vantava con le altre ragazze: "Lo sapete chi conosco io?". Ma lo conoscevano anche loro.
Ruby trascorse ad Arcore tutta la notte del 25 aprile. Complimenti per la resistenza.
Ghedini, raggiunto telefonicamente dai giornalisti: "Accuse risibili e strumentali". Era la segreteria.
Ghedini: "Ruby fu ingaggiata per motivi ornamentali". E Silvio era l'unico autorizzato a innaffiarla.
Berlusconi si difende con un video. Azzeccata la scelta di non indossare l'impermeabile.
"Non ho mai pagato una donna in vita mia". Dunque erano stagiste.
Berlusconi: "Spesso, nelle conversazioni private tra amici, ci si vanta per gioco di cose mai accadute". Tipo aver pulito Napoli.
Il Giornale: "La Boccassini è un magistrato fuori controllo". Vaglielo a spiegare che è così che deve essere.
È una vicenda squallida" ha commentato Alvaro Vitali.

giovedì 13 gennaio 2011

Re: Taranto, salute

Vi segnalo due link tratti da un'inchiesta di Repubblica sullo stato dell'inquinamento a Taranto (dove ho passato le vacanze di Natale...!!!), visto che ne avevamo parlato qualche mese fa...!
Ciao,
Paolo

Salute-lavoro, baratto assurdo: l'amara lezione di Taranto
A lungo tra le città più inquinate d'Europa per colpa della più estesa acciaieria del continente. L'emergenza diossina è finalmente sotto controllo. La conta dei danni però è ancora tutta da fare e resta l'allarme per il benzopirene. "Per anni hanno cercato di eludere il problema" 

di ANTONIO CIANCIULLO


Diossina, l'sos degli ambientalisti: "Cozze e ostriche a rischio"
Una concetrazione di diossine e policlorobifenili che raggiunge i 13,5 picogrammi per grammo contro il limite di 8 (+69%). La denuncia della onlus Fondo Antidiossina che ha fatto analizzare i mitili. Vendola convoca una riunione con i rappresentanti degli enti locali, Asl e Arpa

Redazione Repubblica Bari



mercoledì 12 gennaio 2011

L’acqua e i veleni

Editoriale de L'Unità
Concita De Gregorio (09.01.11)


Ho visto un bellissimo film: «Anche la pioggia» di Iciar Bollain, la regista autrice di «Ti do i miei occhi», opera che mi auguro abbiate amato in molti. È candidato a rappresentare la Spagna agli Oscar, un temibile avversario per il nostro «La prima cosa bella», uscirà presto in Italia.
Ve ne parlo oggi perché uscendo dalla sala ho molto pensato a quanto poco i giornali e le tv nazionali parlino della grande battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, uno di quei temi che mobilitano grandi passioni soprattutto giovanili ­ -si tratta del futuro, del resto- ­ e che sono trattati in genere, invece, come quelle campagne di certi estremisti che si ritrovano sul web a protestare, inascoltati dalla politica e ignorati dai grandi mezzi di informazione.
È di acqua che parla, anche, il film di Iciar Bollain. Della grande rivolta contro la privatizzazione dell’acqua in Bolivia ­ -anche l’acqua della pioggia, anche su quella il governo ha preteso un dazio-­ mentre racconta di un film che una troupe spagnola sta girando su Colombo, la conquista delle Indie, Bartolomeo de las Casas. Mentre gli attori il produttore il regista girano una storia di 600 anni fa, si trovano ad osservare, per le strade di Cochabamba, le stesse dinamiche, gli stessi soprusi ai danni degli indios, le stesse parole in bocca a moderni rivoltosi che pretendono solo di continuare a vivere nella loro terra senza morire per riverire l’invasore. Ieri la Spagna, oggi le leggi dell’economia americana.
Ve ne parlo perché la battaglia per l’acqua pubblica è uno di quei segni del tempo che passano inosservati e sono invece grandi trasformazioni epocali destinate a modificare il destino dei popoli, delle generazioni a venire.

Oggi non è di acqua ma di federalismo che si discute.
Discutere è un concetto forte: diciamo che la maggioranza degli italiani subisce senza sapere una trasformazione di cui non conosce connotati e conseguenze.
È la Lega che mena la danza.
Da anni ripete che il federalismo è il futuro del paese, la chiave per chiudere col passato, è la strada per andare avanti anziché tornare indietro. Il federalismo fiscale, antipasto di quello più ampio che dovrebbe seguire a ruota, sta dettando l’agenda politica del paese e del governo.
Senza federalismo niente Unità d’Italia.
Senza federalismo cade il governo.
Senza federalismo si va alle urne.
È una patacca, ma che volete che sia? L’importante è avere un argomento per vincere le elezioni, uno scalpo da mostrare in campagna elettorale. Quella che sta per arrivare. Perché il disegno della Lega è chiaro: prendere il federalismo, andare alle urne, fare il pieno di voti e puntare su un cavallo più verde che azzurro: Tremonti, ad esempio. È il sogno di Bossi ma anche l’incubo di Berlusconi, sulla cui testa si addensano nubi minacciose, come quella che uscirà giovedì dal palazzo della Consulta. Incubi e sospetti, veleni e coltelli (vedi lo splendido duello Feltri-Sallusti). Eccola l’agenda politica del presidente del Consiglio: non risolvere i guai del paese, ma difendere la poltrona più alta. E il federalismo? Sarà un disastro ma facciamo silenzio, non diciamolo a nessuno. Lasciamo che sia il popolo del web ad accorgersene.

Vi stanno togliendo l’acqua, e moltissimo di più.

lunedì 10 gennaio 2011

IN PIEDI !

BEATI I COSTRUTTORI DI PACE, anche oggi
.."per chi l'ha visto e per chi non c'era e per chi quel giorno lì inseguiva una sua chimera"..
a Verona io c'ero (delegato Caritas): il grido "in piedi, costruttori di pace" di don Tonino riecheggia ancora e per sempre nelle mie vene e nei miei neuroni. E' una delle energie più intense che ho riconosciuto circolare nel mio corpo, sensazione inenarrabile!
Luca
                                                                                                                      
APPELLO                                                         
Oggi è la giornata mondiale della pace, un richiamo forte al nostro impegno perché ritorni a fiorire la pace sulla Terra.
“In piedi, costruttori di pace”, aveva gridato nel 1990 Don Tonino Bello nell’Arena di Verona, gremita di gente. Come mai oggi si parla così poco di pace in questo nostro paese, sia a livello ecclesiale che civile? In piedi, costruttori di pace, rimettiamo le bandiere della pace ai nostri balconi e impegniamoci per realizzare questo Sogno.  Non possiamo fare altro davanti alla spaventosa militarizzazione sia nel nostro paese come nel mondo, che porta  sempre  a nuove guerre.
La nostra Finanziaria 2011 stanzia 25 miliardi di euro per la Difesa. Il nostro governo ha tagliato nella stessa Finanziaria 8 miliardi di euro alla scuola, ma stanzia venticinque miliardi di euro per le armi!In perfetta sintonia con il Congresso USA che , a fine dicembre 2010, ha votato 725 miliardi di dollari per la Difesa (37 miliardi in più del 2009). Il governo italiano ha poi deciso di investire, nei prossimi anni 16 miliardi di euro per acquistare 131 cacciabombardieri F35 (Joint Strike Fighter). Questi aerei ,che possono trasportare anche bombe atomiche, servono per una guerra di attacco, mentre la nostra Costituzione dice: ”L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA…” (Articolo 11)! Ne abbiamo fatta carta straccia di quell’articolo, in particolare in questa guerra in Afghanistan , da dove continuano ad arrivare le bare dei nostri soldati.”Che si tratti di guerra è ormai certo, sia perché tutti gli eserciti coinvolti la definiscono tale, sia perché il numero dei soldati che la combattono e le armi micidiali che usano, non lasciano spazio agli eufemismi della propaganda italiana che continua a chiamarla ‘missione di pace’ ”,- afferma l’appello Guerra in Afghanistan: missione di pace?, che abbiamo lanciato lo scorso anno con R. Nogaro, vescovo emerito di Caserta. Questa guerra ci costa 2 milioni di euro al giorno, oltre 600 milioni all’anno , per mantenere in Afghanistan 4.200 soldati italiani.
 E tutto questo ci riporta al tema della industria italiana delle armi che è l’unica che non risente della crisi economica! L’export di armi italiane pesanti nel 2009 ha raggiunto quasi 5 miliardi di euro (un incremento del 61% sul 2008): siamo all’ottavo posto al mondo. Siamo invece al secondo posto per armi leggere che esportiamo anche nei paesi più poveri dove mietono milioni di vittime. L’industria delle armi trova troppo stringenti le imposizioni della legge 185 (del 1990) che regola l’export bellico. Per questo sta premendo sul governo Berlusconi perché la modifichi. Ma anche le ‘banche armate’ cioè quelle banche che finanziano la vendita dei nostri prodotti bellici , fanno pressione per modificare la 185 per impedire che vengano rivelati i loro nomi .Noi invece chiediamo a tutti di fare pressione sul governo per evitare qualsiasi modifica alla 185.
 Questa politica guerrafondaia italiana riceve ora un’ulteriore spinta dal vertice NATO di Lisbona (19-20 novembre 2010). La NATO, da alleanza difensiva , è diventata alleanza offensiva , per proteggere gli interessi vitali dell’Occidente ovunque siano minacciati, facendo proprio il concetto di “guerra preventiva”. A Lisbona nasce così la NATO 3.0 , una NATO che si propone su scala planetaria. L’Italia gioca un ruolo fondamentale in tutto questo. Avrà sempre più importanza il quartiere generale della Forza congiunta alleata a Napoli che quest’ anno si trasferirà da Bagnoli alla nuova sede di 85.000 mq2 di Varcaturo. Senza dimenticare che sempre a Napoli è stato collocato di recente il quartiere generale di AFRICOM cioè il supremo comando militare navale per l’Africa. A Sigonella (la grande base USA), in Sicilia, entrerà in funzione il sistema Ags, il più sofisticato sistema di spionaggio elettronico. Sarà allo stesso tempo potenziata l’intera rete delle basi USA in Italia , da quelle di Vicenza, base della 173° brigata autotrasportata a quella di Aviano dove probabilmente saranno concentrate tutte le bombe atomiche USA in Europa.Infatti il vertice di Lisbona ha dichiarato che la NATO è una potenza nucleare  e “deve mantenere tali bombe finché ci saranno nel mondo tali armi.”
Questa insistenza sulle armi nucleari spaventa : la Bomba atomica è la grande minaccia che pesa sull’umanità.
 E lo ‘Scudo- Anti Missili’ approvato per l’Europa dal vertice NATO di Lisbona , non fa che accrescere la paura e la tensione. Il nostro è un mondo sempre più militarizzato: nel 2009 abbiamo speso in armi, a livello mondiale , 1.531 miliardi di dollari (dati Sipri). Davanti a questa follia umana noi invitiamo i cittadini italiani e le comunità cristiane a dire NO a questi venti di guerra e SI ai venti di pace.
Chiediamo a tutti di rimettere ai propri balconi la bandiera della PACE per far sì che  il 2011 diventi l’anno della PACE. Sarà l’anno che vedrà la 50° marcia della pace Perugia –Assisi (25 settembre), ideata dal teorico della nonviolenza attiva A. Capitini. Sarà l’anno di due significativi eventi religiosi per costruire la pace: una Convocazione Internazionale Ecumenica sulla pace che si terrà  dal 17 al 25 maggio  a Kingston, in Giamaica, convocata dal Consiglio Ecumenico delle Chiese e un vertice dei capi delle grandi religioni mondiali a ottobre, proprio ad Assisi, su proposta del Papa Benedetto XVI. Non ci sarà pace sulla Terra se non ci sarà pace tra le grandi religioni.
E allora nella tradizione dei grandi profeti italiani di pace, anche noi gridiamo:

                                             “IN PIEDI, COSTRUTTORI DI PACE”
                                                                                         Alex   Zanotelli

sabato 8 gennaio 2011

AlReves: Cile


Sebastián Piñera, il Berlusconi d’oltreoceano
L’identikit del mandatario cileno secondo le nuove rivelazioni di Wikileaks

Neppure il presidente del Cile, il plurimilionario affarista Sebastián Piñera, è stato risparmiato dal terremoto provocato dalle scottanti divulgazioni di Wikileaks. Il quotidiano spagnolo “El Pais” ha pubblicato lo scorso dicembre alcuni stralci di documenti diplomatici dell’ambasciata statunitense a Santiago, dai quali emerge nettamente il profilo dell’attuale mandatario del Cile, in carica dal marzo del 2010.

Secondo un rapporto del 9 ottobre 2009, redatto dalla funzionaria statunitense Carol Urban, Piñera viene descritto come “un uomo d’affari scaltro e risoluto che tende ad assumersi molti rischi […]. In passato è stato coinvolto in numerose vicende giudiziarie circa la natura dei suoi affari, tuttavia gli elettori non paiono particolarmente interessati alle accuse mosse nei suoi confronti”*.

Tra le diverse accuse a carico del presidente, il rapporto cita - in particolare - quelle riferite al periodo in cui Piñera occupava un posto nel Consiglio di Amministrazione della Banca Talca, prima di candidarsi e votarsi alla politica: “come altri istituti di credito durante la crisi finanziaria, la Banca Talca concesse molti crediti a rischio, i quali in un primo momento avevano portato benefici apprezzabili ma che, alla fine, condussero l’istituto alla bancarotta”*. Ciò nonostante, Piñera e gli altri manager andarono ben oltre alle tipiche manovre finanziarie “poco ortodosse” in voga in quell’epoca. Oltre ad approvare crediti assai dubbi, crearono dozzine di false compagnie alle quali concessero prestiti bancari, utilizzando in realtà questi fondi per comprare più azioni della stessa banca.

Al di là delle sue spregiudicate azioni da “pescecane della finanza”- appellativo che si è guadagnato grazie alle cause pendenti nei tribunali cileni e statunitensi che lo hanno consacrato come un vero campione della speculazione di borsa -, il capo del primo governo di destra eletto dopo il 1958 continua a custodire nel suo portafoglio la proprietà di Chilevisión (una tra le più importanti reti televisive del paese) e della LAN (la compagnia aerea cilena privatizzata durante la dittatura di Pinochet). E tutto ciò, nonostante la promessa pre-elettorale di vendere tutte le sue azioni milionarie, per risolvere la questione del “conflitto di interessi” originato dalla sua elezione a presidente. Una promessa che difficilmente sarà in grado di onorare, a giudicare anche dai lauti guadagni che ad oggi sta percependo dall’aumento delle quotazioni delle sue aziende.

Fin qui e senza dover andare oltre, saltano all’occhio molte analogie e similitudini con la situazione politica italiana. In effetti dal suo alter ego di casa nostra, Silvio Berlusconi, lo spregiudicato Piñera sembra aver copiato proprio tutto: i toni, i contenuti, gli slogan elettorali e le promesse impossibili, come la creazione del fatidico “milione di posti di lavoro”.

Corre anche voce che i due siano diventati addirittura amici, sebbene il presidente cileno non lo abbia mai ammesso pubblicamente, forse un po’ per vergogna, visto che il Cavaliere a livello internazionale non è esattamente considerato un modello da prendere come esempio…  

Ma tornando alle rivelazioni di Wikileaks, in un altro dispaccio dell’ambasciata degli Stati Uniti a Santiago, datato 22 gennaio 2010, viene fatta un’analisi più dettagliata della figura del neoeletto presidente. Oltre a ribadire alcuni dei suoi “exploit” da avventuriero della finanza, il rapporto lo definisce con toni più elogiativi “un milionario istruito ad Harvard [anche da questo dettaglio si evince la sua matrice ideologica neoliberista, ndr], cattolico conservatore, anti-Pinochet e grande faticatore, noto per lavorare tutti e sette i giorni della settimana”*.

Dunque, a giudicare dal tono di questi dispacci diplomatici, ai funzionari statunitensi “il presidente delle buone azioni” - come lo definiscono ormai molti cileni, chissà forse alludendo appunto alle performance dei suoi titoli in borsa - sembra, tutto sommato, non dispiacere affatto.

La Casa Bianca non pare nemmeno ostile (e come potrebbe essere diversamente?) alla nuova squadra di governo “padronal-imprenditoriale” di Piñera, nella quale spiccano tre illustri laureati nelle più famose università nordamericane, i degni rappresentanti del neoliberismo “alla cilena”. Lo stesso sciagurato sistema economico che, a partire dalla dittatura pinochetista e proseguendo attraverso i 20 anni di governo del “centrosinistra” della Concertación, ha avuto l’unico merito di smantellare lo stato sociale allargando paurosamente la “forbice” tra ricchi e poveri.

Andrea "Chile" Necciai

Note: *Wikileaks: "Piñera amministra la politica ed i suoi affari al limite dell’etica e della legge", dal sito de “La Tercera” – 27/12/2010.