sabato 11 maggio 2019

Risorse Europa


Come cittadini europei, indipendentemente dal luogo in cui viviamo, da come ci guadagniamo da vivere o trascorriamo il nostro tempo libero, l'Unione europea incide sulla nostra vita quotidiana. In vista delle elezioni europee del 2019, questo sito web presenta una serie di brevi note che esplorano le azioni e i risultati conseguiti dall'Unione dal punto di vista del singolo individuo. Queste note sono presentate nel formato di una sola pagina per essere lette, condivise o riutilizzate agevolmente.
E allora, cosa fa l'Europa per te?
https://what-europe-does-for-me.eu/it




Come europei ci troviamo di fronte a molte sfide, dall’immigrazione ai cambiamenti climatici, dalla disoccupazione giovanile alla protezione dei dati. Viviamo in un mondo sempre più globalizzato e competitivo. Allo stesso tempo il referendum sulla Brexit ha dimostrato che l'UE non è un progetto irrevocabile. Mentre molti di noi danno per scontata la democrazia, questa sembra essere sottoposta a crescenti minacce, sia nei principi che nella pratica.
Per questo stiamo creando una comunità di sostenitori che incoraggino una maggiore affluenza degli elettori alle elezioni europee. Il nostro obiettivo non è di raccomandare questo o quel candidato. Sosteniamo il voto in sé, cioè l'impegno nel processo democratico con cognizione di causa e in modo informato. Vogliamo rafforzare il valore dello scambio di idee e costruire una comunità di sostenitori in tutta Europa che si impegnino per il voto. Difendiamo il concetto di democrazia affinché tutti insieme abbiamo la possibilità di decidere in che Europa vogliamo vivere.



Scopri quali politici partiti nazionali e gruppi politici dell'UE corrispondono ai tuoi punti di vista in base alle loro vere azioni
Votando su 25 decisioni prese dai deputati al Parlamento europeo negli ultimi cinque anni, puoi scoprire quali politici, partiti nazionali e gruppi politici europei si avvicinano di più ai tuoi punti di vista sulla base di fatti (piuttosto che in base alle promesse / manifesti) .
Per ogni argomento, puoi indicare quanto è importante una determinata questione prima di inviare il tuo voto, in questo modo i risultati saranno ponderati in base alle tue priorità. Puoi trovare maggiori dettagli sul voto e sugli argomenti a favore e contro prima di prendere una decisione. I titoli dei voti sono stati modificati per facilitare la compresione. Tutte le decisioni sono state prese durante l'attuale legislatura (2014 - 2019)
https://yourvotematters.eu/it/quiz/start




Qui di seguito troverai numerosi esempi di come l'Unione Europea investe, crea opportunità e protegge:
#EUandME - Scopri video e storie sugli strumenti e le opportunità che l'Unione europea mette a disposizione dei suoi giovani cittadini affinché possano seguire ciò che li interessa.
#EUInvests - Scopri esempi concreti di come gli investimenti dell'UE hanno fatto la differenza in una località vicino alla tua e trova materiale per promuovere le azioni dell'UE nelle tue attività di comunicazione.
#EUprotects - Scopri gli eroi di tutti i giorni che lavorano insieme sul terreno per proteggere i cittadini.
...e per saperne di più sullo sviluppo regionale e urbano dell'UE clicca qui.

Come detto, l’impegno dell’UE interessa molte aree, dall’accelerazione del commercio alla protezione dei consumatori fino agli incentivi alla ricerca.
Sta cambiando la tua città e la tua regione. Scopri come l’UE ha migliorato la tua vita.
Partecipa all'evento sulle elezioni europee su Facebook.


Infine, puoi trovare informazioni sul lavoro del Parlamento europeo sul  sito web del Parlamento.
Desideri maggiori informazioni sull'ufficio del Parlamento europeo nel tuo paese?
Clicca qui per saperne di più
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Questa volta non basta limitarsi a sperare in un futuro migliore! Questa volta ciascuno di noi deve assumersi la responsabilità e scegliere il proprio futuro. Ecco perché questa volta ti chiediamo di prendere l'impegno di votare e di convincere altre persone a fare lo stesso.
Tutte le informazioni tecniche e statistiche, i risultati e le news sul voto sono presenti qui:
https://www.elezioni-europee.eu/


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 Le info sono state ricavate dall'evento:



giovedì 9 maggio 2019

Come si vota alle elezioni europee


Il 26 maggio in Italia si terranno le elezioni europee. Serviranno a rinnovare i seggi italiani del Parlamento Europeo e a influenzare la composizione della prossima Commissione Europea, e si terranno più o meno in contemporanea con quelle negli altri 27 stati dell’Unione. Rispetto alle elezioni nazionali e regionali, però, ci saranno alcune differenze visibili: la legge elettorale per le europee prevede ad esempio un sistema di preferenze “libero”, e collegi molto più ampi rispetto a quelli a cui siamo abituati. Abbiamo messo insieme una breve guida per arrivare preparati al seggio.

Dove, come, quando
Si potrà votare in tutta Italia dalle 7 alle 23 di domenica 26 maggio. I seggi e le sezioni elettorali saranno le stesse delle elezioni politiche nazionali. Potranno votare tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 18 anni.
Anche nella maggior parte degli altri paesi dell’Unione Europea si voterà domenica 26, ma ci sono diverse eccezioni: nei Paesi Bassi si voterà giovedì 23 maggio, in Irlanda venerdì 24, in Repubblica Ceca sia venerdì 24 sia sabato 25, e infine in Lettonia, Malta e Slovacchia sabato 25. I risultato dei paesi che votano in anticipo saranno comunque diffusi dopo le 23 di domenica 26, per evitare condizionamenti.

Cosa si vota
I cittadini italiani votano per rinnovare i seggi destinati all’Italia al Parlamento Europeo, l’organo dell’Unione Europea che detiene il potere legislativo. Se il Regno Unito sospenderà il processo di uscita dall’UE saranno 73 su 751, altrimenti saranno 76 su 705 (perché i seggi del Regno Unito non saranno in parte eliminati e in parte riassegnati).
Ciascun partito o coalizione presenta una lista di candidati, diversa per ciascuna delle cinque circoscrizioni in cui è diviso il territorio italiano: Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia), Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna), Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) e Italia insulare (Sicilia, Sardegna).
Le legge elettorale italiana per le elezioni europee prevede un sistema proporzionale puro: se un partito ottiene un quarto dei voti totali, otterrà anche un quarto dei seggi. Il calcolo è fatto su base nazionale, e soltanto in un secondo momento applicato alla circoscrizione. Il partito che otterrà il dieci per cento a livello nazionale otterrà di conseguenza il dieci per cento dei seggi in ognuna delle cinque circoscrizioni. La soglia di sbarramento per ottenere almeno un seggio è fissata al 4 per cento su base nazionale.

Anche negli altri paesi si vota con un sistema proporzionale puro, anche se ciascuno gode di un certo margine di libertà: in Grecia e in Belgio il voto è obbligatorio, in Germania non esiste soglia di sbarramento, in Austria l’età minima per votare è 17 anni, e così via (qui trovate tutte queste eccezioni).
Ciascun partito o coalizione italiana è affiliata a un gruppo politico che siede nel Parlamento Europeo: in base ai risultati dei vari partiti in tutti gli stati dell’Unione, si determinerà la maggioranza che controllerà i lavori del Parlamento nella prossima legislatura, che durerà fino al 2024.
Attualmente la coalizione di maggioranza al Parlamento Europeo è formata dal Partito Popolare Europeo (centrodestra) e dai Socialisti e democratici (centrosinistra), spesso appoggiata dall’ALDE (liberali). Il gruppo politico che otterrà più voti avrà anche diritto a indicare il prossimo presidente della Commissione Europea: è il processo del cosiddetto Spitzenkandidaten, che però non è scritto nei trattati europei e che quindi potrebbe essere messo in discussione nelle settimane successive al voto. 

La scheda
Il voto si esprime tracciando una X su un unico simbolo di partito o di coalizione. Accanto a ogni simbolo ci sono anche tre spazi bianchi, su cui si possono scrivere fino a tre cognomi di candidati di quella lista (è il sistema delle cosiddette “preferenze”). L’indicazione delle preferenze è facoltativa: il voto sarà considerato valido se ci sarà anche solo un X. Non è permesso il cosiddetto voto disgiunto, cioè votare un partito e contemporaneamente scrivere il cognome di un candidato in un altro partito.
ATTENZIONE: nel caso di due o tre preferenze, devono riguardare candidati di genere diverso. Non si possono votare soltanto uomini, né soltanto donne.

I risultati
Arriveranno probabilmente nelle prime ore di lunedì 27, anche se alle 23 verranno diffusi exit poll effettuati in tutta Europa. Per sapere esattamente quali candidati saranno stati eletti ci vorrà invece un po’ più di tempo, dato che per fare i calcoli necessari va concluso lo spoglio in tutte le sezioni.

Le altre elezioni
In Italia il 26 maggio sono previste diverse elezioni amministrative e un’elezione regionale, in Piemonte. In particolare si vota per rinnovare l’amministrazione comunale in cinque capoluoghi di regione – Firenze, Bari, Perugia, Potenza e Campobasso – e 25 capoluoghi di provincia, fra cui alcuni piuttosto rilevanti come Bergamo, Pescara e Ferrara, oltre che in vari comuni più piccoli. In tutto le elezioni amministrative riguarderanno un corpo elettorale di 17 milioni di elettori.
In Trentino si terranno anche delle elezioni suppletive per sostituire due membri della Camera dei deputati eletti col sistema dei collegi uninominali, che nel frattempo si sono dimessi: si tratta di Maurizio Fugatti e Giulia Zanotelli, entrambi della Lega, entrati di recente nella giunta della provincia autonoma di Trento. Entrambi i collegi in cui si voterà fanno parte della provincia di Trento.

Come andò nel 2014
In Italia il Partito Democratico, guidato ai tempi dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, ottenne il 40,81 per cento dei voti. Il Movimento 5 Stelle si attestò (risultato peggiore della sua storia in un’elezione su base nazionale) al 21,16 per cento. Forza Italia arrivò invece al 16,81 per cento. Poi la Lega (6,15), l’UDC (4,38) e  il cartello della sinistra radicale, L’Altra Europa con Tsipras, che riuscì a passare lo sbarramento di poche migliaia di voti (ottenne il 4,04 per cento).

Al Parlamento Europeo, il gruppo politico che ottenne più seggi fu il Partito Popolare europeo, con 221 seggi. I socialisti ne ottennero 191, i liberali 67, la sinistra radicale 52, Verdi 50, mentre i tre partiti di ispirazione populista in tutto 150 parlamentari. Il presidente del Parlamento Europeo fu espresso dai socialisti, che nominarono Martin Schulz, mentre il Partito Popolare indicò l’attuale presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker.



FONTE:
Konrad. L'Europa, spiegata bene
(IlPost)

lunedì 6 maggio 2019

Guida all'Unione Europea

Quando è nato, dove si trova, che poteri ha, come vengono assegnati i seggi: tutto quello che c’è da sapere in vista delle elezioni del 26 maggio.


È formato dai capi di stato o di governo dei paesi dell’Unione europea. Definisce l’orientamento politico generale e le priorità dell’Unione e per molti ha un ruolo paragonabile a quello di un capo di stato.


Coordina le politiche degli stati in alcuni campi ed è composto dai ministri dei governi europei competenti per i temi in discussione.


È l’organo esecutivo dell’Unione e la sua missione è definire e difendere l’interesse generale dei cittadini.


La Banca centrale europea amministra la politica monetaria della zona euro. Il suo compito principale è controllare l’offerta di moneta e l’inflazione fissando i tassi d’interesse a cui concedere prestiti alle banche dell’eurozona.


L’euro è la moneta ufficiale di 19 paesi dell’Unione europea, che compongono la cosiddetta eurozona. In totale, è usato come moneta principale da almeno 340 milioni di persone.


Il mercato unico è uno spazio in cui è garantita la libera circolazione di persone, beni, capitali e servizi. È uno degli obiettivi primari dell’integrazione europea. 



Guida all’Unione europea, a cura di INTERNAZIONALE
Una serie di articoli che spiegano come funzionano le istituzioni dell’Unione europea
in vista delle elezioni del 26 maggio 2019


sabato 20 aprile 2019

La condizione giovanile in Italia

Il Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo edito da Il Mulino, giunto nel 2017 alla quarta edizione, è diventato in questi anni un solido punto di riferimento sulla complessa e dinamica realtà giovanile.
Oltre all’aggiornamento annuale sulle scelte formative, sui percorsi lavorativi, sulla progettazione di una propria famiglia, su valori, aspettative e atteggiamento verso le istituzioni delle nuove generazioni, il Rapporto 2017 contiene tre focus dedicati ad altrettanti temi chiave:  il primo riguarda lo scenario post Brexit e le possibilità di rilancio di un processo in grado di superare nuovi timori e vecchi confini. Il secondo, dedicato alle nuove tecnologie di comunicazione e ai social network, analizza come stia mutando quantitativamente e qualitativamente il loro uso e quale sia l’impatto di tale mutamento sulla vita sociale e relazionale. Il terzo, infine, riguarda le condizioni di vulnerabilità e disagio, con un’analisi sia dell’aspetto emotivo sia di quello comportamentale, in connessione con il contesto familiare, sociale ed educativo.
Il filo rosso che unisce i vari capitoli è il racconto di una generazione in equilibrio precario tra rischi da cui difendersi e opportunità a cui tendere, penalizzata da freni culturali e istituzionali che non permettono una piena valorizzazione di potenzialità troppo spesso misconosciute e sottoutilizzate.
In libreria si può acquistare il nuovo volume di Rapporto giovani edito da il Mulino.

Cinque argomenti chiave del Rapporto Giovani sono presentati da cinque brochure tematiche in formato pdf:
Che cosa è il Rapporto Giovani
I giovani e la famiglia
I giovani e la scuola 
I Neet 
I giovani e i social

 

I dati proposti in questa pagina sono stati estratti dal volume
“La Condizione Giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2017”

 


 

mercoledì 17 aprile 2019

Economia circolare, la sostenibilità come modello di sviluppo

Il sistema economico attuale, ovvero produrre senza alcun riguardo per le materie prime, per il loro utilizzo non condiviso e per lo smaltimento selvaggio degli scarti (c.d. sistema lineare), figlio della rivoluzione industriale, è giocoforza sempre più inefficiente e costoso, sia per l’ambiente, che per i cittadini-consumatori e per le imprese.
Le parole chiave del modello lineare sono “prendi, produci, getta” (Take, Make, Dispose).
Ma è possibile sostituirlo?
Sì, attraverso l’applicazione del modello dell’economia circolare basato sulle famose tre “R” (Reuse, Reduce, Recycle):  
ridurre (gli imballi dei prodotti, gli sprechi di materie prime, eccetera), riusare (allungando il ciclo di vita dei beni) e riciclare (gli scarti non riutilizzabili).
Nell’economia circolare i prodotti sono pensati per avere una nuova vita grazie alla riparazione, alla ricostruzione, alla trasformazione o al riutilizzo come nuove risorse per altri prodotti.
L’economia circolare può creare un modello di sviluppo completamente nuovo. Proficuo, in quanto riduce gli sprechi. Riuso, riciclo e recupero sono le parole chiave intorno alle quali costruire un nuovo paradigma di sostenibilità, innovazione e competitività, in uno scenario in cui anche i rifiuti si trasformano da problema in risorsa.
Uno studio della Ellen McArthur Foundation (centro di ricerca sull’economia circolare) evidenzia come, solo in Europa, l’economia circolare può generare un beneficio economico da 1.800 miliardi di euro entro il 2030, può dare una spinta al Pil (il prodotto interno lordo, vale a dire la ricchezza) di circa 7 punti percentuali addizionali, può creare nuovi posti di lavoro e incrementare del 3% la produttività annua delle risorse.

Lo scenario europeo: verso una UE più sostenibile

Il 2 dicembre 2015 la Commissione Europea adottò un ambizioso pacchetto sull’economia circolare composto da un piano d’azione con misure relative all’intero ciclo di vita dei prodotti: dalla progettazione, all’approvvigionamento, alla produzione e al consumo fino alla gestione dei rifiuti e al mercato delle materie prime secondarie.
“La creazione di un’economia circolare in Europa costituisce una priorità fondamentale per questa Commissione – ha detto il primo vicepresidente Frans Timmermans, responsabile per lo sviluppo sostenibile – Siamo in procinto di chiudere il cerchio di progettazione, produzione, consumo e gestione dei rifiuti per creare un’Europa verde, circolare e competitiva”.
Il passaggio a un’economia più circolare rappresenta una parte significativa degli sforzi della Commissione, al fine di modernizzare e trasformare l’economia europea, orientandola verso una direzione più sostenibile. L’economia circolare offre alle imprese la possibilità di realizzare vantaggi economici considerevoli e di diventare più competitive. Consente di realizzare significativi risparmi di energia e benefici per l’ambiente, crea posti di lavoro a livello locale e offre opportunità di integrazione sociale ed è strettamente correlato alle priorità dell’UE in materia di posti di lavoro, crescita, investimenti, agenda sociale e innovazione industriale.

Lo scenario italiano: consumatori sempre più sensibili
In Italia, negli ultimi anni, è cresciuta la sensibilità sul fronte dei rifiuti: secondo stime del Conai nel 2018 il tasso di riciclo salirà al 68,7%, mentre circa l’11,8% sarà avviato al recupero energetico. Significativi risultati anche per carta e cartone, per cui ad oggi l’80% viene riciclato, secondo i dati del consorzio Comieco. Sono 540mila, invece, le tonnellate di rifiuti di imballaggi in plastica riciclati nel 2015.
Anche i consumatori italiani, d’altra parte, si stanno orientando verso una maggiore sensibilità e sostenibilità. Negli ultimi anni la percentuale di sprechi alimentari si è ridotta sensibilmente, passando da circa il 15% della spesa al 5%, per un controvalore economico di circa 265 euro l’anno a famiglia. La riduzione degli sprechi evidenzia come i consumatori tendano sempre di più a investire maggiormente sulla qualità dei prodotti, cercando nuove e più vantaggiose forme di risparmio, privilegiando aspetti quali la sostenibilità del prodotto o dell’azienda produttrice. E’ un passo deciso verso un consumo più responsabile e sostenibile, rispettoso dell’ambiente e dei lavoratori.

La consapevolezza è che il modello lineare di crescita economica, basato sul “take-make-dispose” non è più un modello adatto all’attuale società del mondo globalizzato, trattandosi di un modello molto dispendioso per una realtà fatta di risorse limitate.

Il Piano di Azione della Commissione sull’economia circolare propone misure per intervenire su ogni fase di vita di un prodotto: dal materiale grezzo, alla sua produzione, al suo consumo e infine ai rifiuti che ne derivano.
Nel 2018 è stato adottato un secondo pacchetto di misure, con particolare attenzione alla plastica e ai rifiuti. La Commissione ha anche proposto l’adozione di una Direttiva contro la plastica monouso e il materiale da pesca.
Nel documento pubblicato dalla Commissione, si può leggere quanto in questi anni è stato fatto sul tema. 
A favore dell’innovazione e gli investimenti nell’economia circolare sono stati messi a disposizione più di 10 miliardi di € per il periodo 2016-2020, oltre ad una piattaforma di supporto che emana raccomandazioni per progetti sull’economia circolare.
Per combattere i rifiuti in mare è stata adottata la prima politica europea sulla plastica per il riutilizzo della stessa, ponendo l’obiettivo del 55% di plastica riciclata entro il 2030.
Ci sono stati interventi sui rifiuti con un quadro legislativo entrato in vigore a luglio 2018, in cui sono fissati molti parametri sulla gestione dei rifiuti.
Allo stesso modo si è intervenuti sul riutilizzo dei rifiuti, dando una seconda vita ai materiali grezzi.
Altro tema affrontato è quello dello spreco del cibo, intervenendo ad ogni livello della catena della distribuzione alimentare. È stata messa in piedi una piattaforma sullo spreco e sulla perdita di cibo.


Nel 2018 è stata adottata una strategia sulla Bioeconomia, con 14 azioni concrete da portare avanti.
Sono stati portati avanti molti interventi, dunque, interventi che necessitano di essere continuamente monitorati, per questo è stato anche pubblicato il Monitoring Framework of Indicator for the Circular Economy


Per maggiori informazioni:
Comunicato stampa della Commissione
Fonti:
www.europa.eu
www.adocnazionale.it
www.apiceuropa.com