venerdì 9 marzo 2012

Inceneritore del Gerbido (Egr. Sig. Sindaco...)

ricevo e diffondo per in/formazione la lettera (con link ai relativi allegati ospitati dal magazzino del sito SantaMoniGAS) inviata dal Coordinamento No Inceneritore RifiutiZero a tutti i sindaci e gli amministratori comunali di Torino e cintura.
Luca

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Egr. Sig. Sindaco,
Siamo un gruppo di cittadini molto preoccupati per il modo in cui le amministrazioni della Provincia di Torino e dei suoi Comuni hanno deciso di risolvere il problema del trattamento dei rifiuti.
Siamo preoccupati perché, praticamente all'unanimità, tutte le forze politiche si sono ritrovate d'accordo su un sistema di gestione che comporterà l'incenerimento di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti. Comporterà la costruzione di un impianto (o forse di più) destinato a creare problemi alla collettività, a tutt'oggi non ancora nemmeno esattamente calcolabili, con dei costi economici molto più alti di quelli di soluzioni alternative già adottate in altre regioni italiane europee e nel mondo. Questo aggravio di costi risulta inoltre ancora più intollerabile in un momento come questo in cui vengono chiesti dei grossi sacrifici a tutti a causa della crisi.
Siamo preoccupati perché ci viene il dubbio che molti amministratori, come Lei, in buona fede, abbiano presi per buoni dati forniti in modo interessato da chi poteva trarre dei vantaggi economici dalla costruzione dell'inceneritore. Di fronte ad una relazione tecnica, magari proveniente da un'università prestigiosa è probabile che molti si siano sentiti garantiti sia dal punto di vista legale che da quello etico.
Ci piacerebbe poterLa informare sia sulle alternative che potrebbero essere adottate per una gestione dei rifiuti più sicura e più economica e per questo alleghiamo alla presente una serie di documenti che forse non ha mai potuto esaminare e che dimostrano quanto sia urgente fare una decisa inversione di rotta per evitare delle ricadute molto negative sul nostro territorio.
Dato che siamo cittadini responsabili non ci limitiamo a chiedere lo stop alla costruzione dell'inceneritore, ma proponiamo un piano efficace di gestione dei rifiuti che può essere realizzato con uno sforzo comune, come dimostrano le esperienze di altre realtà nazionali ed internazionali.
Nel primo allegato troverà una serie di miti che noi cerchiamo di sfatare che spesso sono stati alimentati da chi ha deciso di gestire i rifiuti distruggendoli con gravi conseguenze per l'ambiente e per i cittadini.
Nel secondo allegato troverà la petizione che stiamo portando in tutte le piazze e per la quale abbiamo raccolto in pochi mesi diverse migliaia di firme. Ogni giorno che passa ci accorgiamo di quanto siano stati tenuti all'oscuro i cittadini soprattutto sull'esistenza di alternative valide e sulla pericolosità dell'impianto che si vuole costruire. La nostra impressione è che per ignoranza, per interessi particolari o soltanto per pigrizia si sia presa una decisione e poi si sia iniziata una campagna per convincere le persone che così andava fatto. Molto spesso incontriamo dei cittadini rassegnati che quando parliamo loro di trattamento a freddo dei rifiuti, di raccolta differenziata spinta, quando spieghiamo che si può risolvere il problema dei rifiuti senza mettere in pericolo i nostri figli, si accorgono con rabbia di essere stati raggirati!
Nell'ultimo allegato troverà una serie di studi scientifici che dimostrano che costruire un inceneritore è un rischio, farlo nel cuore di una zona tra le più densamente popolate d'Italia è una follia!
La Costituzione Italiana riconosce come INALIENABILE il DIRITTO ALLA SALUTE e crediamo che le Istituzioni per prime debbano evitare di aggravare quella che a detta di molti esperti è già una situazione compromessa. Parliamo ovviamente delle condizioni ambientali di Torino e dei comuni limitrofi che sono già messe duramente alla prova da numerose altre realtà industriali e dal traffico veicolare.
Riteniamo soprattutto che debba prevalere sempre, nel valutare i progetti di pubblico interesse, il principio di precauzione come tra l’altro le direttive europee ci impongono. In pratica nel caso in cui ci siano dei dubbi fondati sulla salubrità di un'opera o di un impianto ci si dovrà astenere dalla loro realizzazione.
In questo momento le evidenze scientifiche ci dicono che i vecchi impianti di incenerimento sono sicuramente pericolosi per la salute umana e per gli impianti di nuova generazione non vi sono ancora studi che ne scagionino la nocività….noi NON VOGLIAMO FUNGERE DA CAVIE per la loro verifica!. E' di questi giorni la sentenza sulla nocività degli stabilimenti Eternit atti alla produzione delle fibre d’amianto; un caso lampante nel quale gli interessi economici hanno portato a commettere dei crimini gravissimi verso la collettività. Non è nostra intenzione paragonare la gravità dei due problemi ma sicuramente vogliamo mettere in evidenza le analogie legate alle conoscenze scientifiche e alle strade intraprese nei due casi.

Di fronte a questa analisi crediamo che Lei si sentirà in dovere quanto meno di riflettere sulla portata delle Sue decisioni e di quelle dei Suoi colleghi amministratori pubblici. Saprà sicuramente che l'inceneritore verrà costruito con i soldi prestati dalle banche e che questi soldi dovranno essere restituiti nei prossimi 20 anni. Questo ulteriore fatto condannerà la Provincia di Torino per almeno 4 lustri, a bruciare i suoi rifiuti e a rimanere completamente tagliata fuori da tutti gli sviluppi futuri delle tecnologie alternative e sicure (DAVVERO). Inoltre non è da sottovalutare l’ipotesi che l’impianto possa trattare anche rifiuti provenienti da altre provincie/regioni per ragioni di emergenza e/o opportunità economica.

Il Coordinamento No Inceneritore RifiutiZero Torino , al quale noi apparteniamo, sta cercando di dare ai cittadini quell'informazione che purtroppo i media hanno sempre negato, sta organizzando dei comitati nei vari comuni per richiedere un ripensamento delle strategie per la gestione dei rifiuti anche attraverso una petizione popolare.
Un'altra importantissima iniziativa è quella che richiede il rimborso, tramite apposita causa civile, dei contributi energetici (CIP6) alle energie alternative e/o assimilate che tutti i cittadini e le pubbliche amministrazioni hanno devoluto, negli ultimi 10 anni, nella percentuale del 7% sul totale della bolletta elettriche versate. Questi contributi sono stati erogati indebitamente anche agli impianti di incenerimento, e per questa ragione la Comunità Europea ha condannato l’Italia . Ogni comune potrebbe richiedere questo rimborso, come recentemente fatto dal comune di Venaria, con un ritorno economico stimabile in diverse centinaia di migliaia di euro.
Per tutti questi motivi ci piacerebbe poter incontrare, attraverso apposita audizione, le commissioni Ambiente e Bilancio (magari in forma congiunta) del suo comune, per poter presentare le nostre proposte.
Nel caso in cui ritenga possibile un incontro di questo genere La preghiamo di contattarci per poter organizzare l'audizione.
Restiamo ovviamente a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e per fornire tutta la documentazione che riterrà necessaria per lo svolgimento del suo lavoro di rappresentante del Popolo Italiano.

Il Coordinamento No Inceneritore RifiutiZero Torino

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NO INCENERITORE - SI RIFIUTI ZERO
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